Malpractice medica: La CTU è nulla se non è collegiale

Una recente pronuncia della Suprema Corte definisce i requisiti di validità della consulenza tecnica nell’ambito del contenzioso in materia di responsabilità sanitaria.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15594 dell’11 giugno 2025, ha confermato infatti una applicazione rigorosa dell’art. 15 della legge “Gelli–Bianco” (L. 24/2017) ed ha ribadito che la consulenza tecnica d’ufficio in ambito medico deve sempre essere svolta in forma collegiale, includendo uno specialista della disciplina interessata e un medico legale.

Il punto di maggior interesse?

È nulla anche la CTU redatta da un singolo consulente prima dell’entrata in vigore della legge, quando utilizzata in un giudizio iniziato successivamente.

Richiamando la sentenza della Corte Costituzionale n. 102/2021, la Suprema Corte ha d’altronde rimarcato che la collegialità non è un semplice dettaglio procedurale, ma una garanzia imprescindibile di accuratezza e completezza della perizia.

Per questo motivo una CTU non collegiale è sempre nulla, anche se le parti non ne hanno eccepito il vizio, e anche se il giudice la ritiene “soddisfacente”.

In sintesi: la collegialità è un requisito inderogabile e il giudice non può fondare la decisione su una perizia non collegiale.


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